di Davide Orecchio
A Bologna una personale sulla militante comunista vissuta tra Vienna e Londra. Oltre cento immagini salvate dall’oblio. Scatti sociali su lavoro, povertà, infanzia negli anni '30-'50. E le carte dei servizi segreti
di Andrea Inglese La presenza massiccia degli studenti a una manifestazione intersindacale non è solo una questione di sovrappiù numerico. Muta globalmente la prospettiva della lotta. Alla logica razionale della negoziazione sindacale, i giovani aggiungono il desiderio.
di Gilda Policastro
[I]n Exit Poetry, antologia per me, non-antologia per gli altri due curatori, si sono confrontate (e scontrate) tre idee diverse di poesia...
di Francesco Moriconi A Latina c’è la stazione ferroviaria. Cioè, non proprio a Latina, perché quando hanno fatto la direttissima Roma–Napoli, Latina non esisteva
di Pierangelo Consoli Gli chiedo poi dell’Argentina di oggi e qui il discorso cambia. Scopriamo che il libro doveva essere presentato alla Casa Argentina, sezione culturale dell’ambasciata a Roma. Era tutto pronto e poi qualcosa è successo.
di Daniele Poccia C’era una volta una macchina, che era una macchina di merda. Non che le altre macchine del mondo fossero davvero migliori, ma questa, in particolare, era veramente una macchina di merda.
di Alessandro Fiorillo Il fascismo estetizza la politica e la guerra è la sua opera d’arte. L’accelerazione tecnologica ha dispiegato un arsenale estetico senza precedenti.
di Daniele Ruini Mi sono domandato tante volte come mai l’acqua del mare è salata mentre l’acqua dei fiumi che si versano nel mare non lo è, e nemmeno la pioggia che cade dal cielo è salata.
di Ornella Tajani Si legge così bene, L’idiota di famiglia di Dario Ferrari (Sellerio 2026), che quasi non vien voglia di scriverne, la recensione essendo fra le altre cose un modo di portare a compimento una lettura, di completarne il godimento.
di Renata Morresi
Dieci anni dopo quell’ottobre, il sisma continua: è la gestione del post-sisma ora a distruggere le fibre della vita sociale e politica.
di Alida Airaghi Artefice e spettatore, idea e materia, vincitori e vinti si sovrappongono, indivisi nonostante le migliaia di anni di separazione. Il soggetto diventa oggetto, il sé si frantuma, si sdoppia e triplica, perde sostanza e memoria, muore e si reincarna.
SONDEPOETICHE, radio fanzine e podcast, a cura di Gianluca Codeghini e Andrea Inglese In questo numero si fronteggiano in allegra inimicizia e irresistibile attrazione: scrittura e cinema. Innesco inevitabile Corrado Costa & invitato speciale Gary Hill.
di Riccardo Scattolini
La stupidità si manifesta in un numero pressoché infinito di forme. Può essere individuale o collettiva, innocua o pericolosa, permanente o transitoria, assoluta o relativa
di Salvatore Grandone Ipparchia respinge tutti i pretendenti più vantaggiosi che aspirano a prenderla in sposa. È innamorata di Cratete: un tempo ricco e di buona famiglia, ma ormai convertito al cinismo e privo di ogni avere.
di Antonio Del Castello In testa al corteo, lungo tutto il percorso, sventolano alcuni tricolori. In Italia la loro presenza è naturalmente inconsueta, per non dire bandita, nei cortei antifascisti, con la parziale eccezione del tricolore con la stella delle brigate partigiane comuniste alle manifestazioni del 25 aprile.
di Panicucci e Pirisi
Ostara mi chiamò nella chiesa. Era il 21 marzo. Mi era apparsa altre volte, ma mai così nitidamente. Ogni giorno percorrevo il sentiero che dal villaggio conduceva alla vecchia collina. L’anno appena trascorso era stato fortunato,
di Nicola Fanizza e Sebastiano Gernone Un'anticipazione del saggio dedicato alla vita e all'opera dell'anarchico pugliese Michele Pantaleo, perseguitato sia nell'Italia giolittiana sia in quella fascista
Očered', Fila
di Giulia Marcucci
Vladimir Vysockij, Očered' -> play
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da Ljudmila Petruševskaja, Kujbyšev. Come sopravvivere, in La bambina dell'hotel Metropole, trad. di Giulia Marcucci e Claudia...
di Valentina Cabiale “I colori sono eguali per tutti. Soltanto io, Blu di Prussia, sono parziale, spesso per puro amor di polemica; e non perdono quei mediocri che mi amano....
di Damiela Eltit
È trascorso più di un secolo, ti rendi conto?, ti dico, un secolo intero e spezzato, mille anni, un’epoca che si conclude quasi senza echi, come se non fosse successo
di Anna Caldara
Me l’ero conquistato quel palo a suon di scazzottate con le altre puttane della zona, tutte straniere con tanto di papponi al seguito che però non si immischiavano e ci lasciavano sfracassare tra noi mignotte.
1) Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con quei critici, che...
1) Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con...
Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con quei critici, che denunciano...
1.
Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con quei critici,...