di Alice Pisu
In una sorta di romanzo di formazione politica, Wiener riconosce il ruolo della rabbia nell’agognare un cambiamento radicale, associando la vocazione politica a un sentire ‘vagamente utopico’ in risposta alla guerra intestina...
di Hajar Azell Beirut gennaio 2010
Alice cammina per le strade buie di Beirut un’ora dopo essere atterrata. Passa davanti ai bar dalle luci soffuse, percorre...
di Seia Montanelli Attorno a questi casi si è costruita un’economia riconoscibile: podcast, comparsate televisive, libri, spettacoli, carriere intere fondate su una colpevolezza data per certa. La colpevolezza diventa una rendita, e ogni dubbio serio entra come un guasto.
Nazione Indiana ha accompagnato la nascita e il debutto di Ogni cosa fuori posto, primo romanzo di Andrea Accardi, dal cui lago immobile affiorano traumi, fantasmi e desideri sommersi. A pochi giorni dall'ultima presentazione palermitana, il 14 maggio, tre domande di Noemi de Lisi, per riattraversarne le geometrie dell'inquietudine.
di Francesca Coppola
L’estate in cui si fece donna, Cora raccoglieva mozziconi sulla spiaggia. Li fumava di nascosto sul retro di una barca. Polvere e salsedine
di Guido Giuliano
Dopo vent’anni trascorsi cercando il tesoro di Goa, Pierre Bretodeau, esaurita ogni risorsa e lasciati alla moglie e al figlio nient’altro che debiti, crepò di cirrosi sull’isola di Mahé.
di Carola Susani
Ci sono dei momenti di energia così intensi che rompono le aspettative che abbiamo sul romanzo storico dell’oppressione sociale e ci portano in tutt’altro territorio
di Valerio Magrelli III MAIALI Sono stato a visitare dei maiali/in mezzo a un bosco, /ma non ho fatto neanche in tempo a vederli: /già trenta metri prima, /ci avvolse un fetore mortale.
di Luigi Menna Tarr, László Krasznahorkai e Mihály Víg non hanno mai ceduto alle lusinghe dell’intrattenimento. Hanno eretto un muro contro l’estetica consolatoria della nostra epoca, e lo hanno fatto mentre la narrazione globale accelerava verso il consumo rapido e la superficie.
Di Marco Di Pasquale
siamo certi, nessun volto ci somiglierà
ma almeno un movimento della voce
o un semplice disegno del pensiero
dentro un discorso che si era iniziato
e da qualcuno sarà pronunciato
di Silvano Panella Il cielo nuvoloso e opaco attutisce i nostri passi, le nostre parole, cela i dettagli, le distrazioni, protegge le case del borgo medievale dall'eccesso di visibilità
di Mirco Salvadori Nel biennio 2025-2026 la Biennale Musica sposta il rigore dalla delimitazione alla coerenza poetica. La parola chiave non sembra più essere “contrasto”, bensì “risonanza”.
di Francesca Santolini Per l’ecofascismo, la difesa di una comunità passa attraverso la preservazione ecologica del suo territorio, l’assegnazione delle risorse a coloro che vi sono nati e la stigmatizzazione sociale dei gruppi considerati estranei.
di Mattia Majerna
Forse la morte dei suoi genitori è colpa sua, della sua tendenza a farsi male. Se solo fosse stato senza paura, non sarebbero morti. Come i cani, che ti mordono se hai paura di essere morso.
di Oliviero Carugo Dalla fine del confinamento, Guillaume e Tarek si salutavano appena, con finta noncuranza, come ex-amanti, con quell’imbarazzo di chi prova pena per l’altro e anche per sé stesso.
di Ornella Tajani «Il femminismo mi ha fatto diventare donna», scrive Rose-Marie Lagrave in "Riappropriarsi di sé". Rimodulando la celebre affermazione di Beauvoir, l’autrice dichiara così il ruolo fondamentale che il pensiero femminista ha rivestito nella sua formazione.
di Giorgio Kralkowski
Le urla si sono quasi dissolte sopra le tegole del casale e al fumo dei camini, si sono infilate tra l’erba alta e hanno forse raggiunto gli uomini nei campi più lontani, appena prima delle acque del fiume, che inghiottono le voci di chi vi parla appena accanto. Adesso al loro posto i fruscii del lavoro, i rumori umidi delle mani e della carne, il tremare del metallo dei coltelli
64 poeti italiani fra due secoli
a cura di Giancarlo Alfano, Alessandro Baldacci, Cecilia Bello Minciacchi, Andrea Cortellessa, Massimiliano Manganelli,...
di Alberto Comparini
Le patologie hanno il vantaggio di essere strumenti narrativi, raccontano e si raccontano facilmente, spesso male, ma almeno raccontano qualcosa, si lasciano raccontare
di Giacomo Sartori Ci siamo plasmati un’idea di natura oleografica, maestosa e incontaminata, bucolica o selvaggia, sempre invitante, sempre remota, molto utile nei fatti per poter devastare a cuor leggero tutto quello che non rientra nelle sue varie declinazioni ammantate di fascino e purezza. Che è molto, moltissimo, e spesso è vicino a dove viviamo.
www.blublu.org www.davidellis.org
prodotto da studio cromie
www.studiocromie.org
musica di Roberto Lange
http://www.robertolange.com
realizzato al Fame festival 2009
www.famefestival.it
dalla rete #02: BLU dans la rue
1) Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con quei...
Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con quei critici che denunciano...
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